42 DELEA FORZA de’ CORPI
non l’avrebbouo misurata dagli effetti. E se ciòè, ben si vede che secondo loro, essendo laforza viva una forza del corpo messo già inmovimento, dee sopravvenire al movimento,non produrlo ; e quelli che hanno chiamatoforza viva la forza producitrice del movimen-to , hanno abusato del nome; e servendosi dellastessa voce , hanno fatto un’ altra quistidie.Del qual errore, soggiunsi io, non son forsedel tutto esenti i nostri Cartesiani , i qualidovevano per forza viva intender non quelloche lor piaceva, cioè la potenza producitricedel movimento, ma sì quello che volevano iLeibniziani. Ma essi intendendo quello chepiaceva loro, trovarono la quistion più facile;e quella facilità gli fece errar volentieri. Nèdovrebbe però, disse allora il signor Marche-se, esser gran fatto difficile sciogliere la qui-stion loro anche a quegli altri che vogliono,la forza viva essere una forza che ha il corpomosso di produrrò varj effetti ; i quali effettisono , se io non m’ inganno , di rompere,per esempio, un altro corpo, in cui quelloche è mosso , vada a percuotere, o di pie-garlo , o di schiacciarlo, o di aprirlo, o dichiuderlo, o di alzarlo, o che so io ; poichése troverassi per esperienza che tali effettisieno proporzionali alla velocità del corpo ,bisognerà ben dire che quella forza , che gli
f iroduce, sia proporzionale essa pure alla ve-ocità ; e se quelli si troveranno proporzionalial quadrato della velocità, dovrà essere pro-porzionale allo stesso quadrato ancor la forza.Io lascio ora da parte la massa, piacendomi