44 BELLA FORZA be’CORPI
avvertir ciò ; ma , a mio giudizio , non basta ;poiché -come l’effetto si poli dalla causa ,cosi tosto molte proprietà, e modi e qualità ,e relazioni et affezioni lo seguono , le qualidai più semplici si prendono talvolta comeeffetti , nè però debbono dirsi effetti , nèsono; perciocché l’azion della causa non hain esse parte alcuna, ma l’effetto, così comeè prodotto , se le trae dietro egli stesso dase e per natura sua. Un artefice commetteinsieme tre linee, ponendole di maniera chechiudano uno spazio : qual direte voi che sial’effetto dell’azione di quell’artefice ? La po-sizione , disse il signor Marchese , di quelletre linee. Nulla più ? domanda’io : rispose ilsignor Marchese, nuli’altro ; certo a me pareche 1’ artefice nuli’ altro faccia. Ma pure , ri-piglia’io, voi vedete, che essendo quelle trelinee poste in quel tal modo, ne seguon treangoli; e questi eguali a due angoli retti.Non vi par dunque che l’artefice, oltre ilprodurre la posizion delle linee, debba ancheprodurre gli angoli, e quella uguaglianza chehanno ai due retti ; cosi che impiegando unaparte dell’ azion sua a produrre la posiziondelle linee, un’ altra parte debba impiegarnea produr gli angoli, et un’ altra a produr1’ uguaglianza ? A me non par già così , disseallora il signor Marchese ; anzi io credo chetutta 1’ azion dell’ artefice si adópri nel pro-durre la posizion delle linee , e che questasola sia il suo effetto Ben è vero che questaposizione si trae poi dietro gli angoli, el’uguaglianza che essi hanno a due retti ,