Band 
Volume II.
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LIBRO I. ^rj

dissomiglianza, di egualità, di inegualità, e dieso io, che vali risultando necorpi, non sonopropriamente effetti, ma aggiunti e proprietàdegli effetti. E io stesso è da dire general-mente di tutti gli attributi essenziali e neces-sarj che 1 effetto riceve non da quella parti-colar causa che lo produce , ma da quelitiessenza eterna et immutabile che a lui sipartecipa , e che gli ha da se. Voi ditevero , disse allora il signor Marchese , chegli esperimentatori non avranno tanta sotti-gliezza ; ma io temo che i metafisici , chelhanno, non saranno gran fatto ascoltati; iquali però io vorrei ben sapere, con tantasottigliezza come misurino la forza viva. Ipiù di loro , e , a mio giudizio, i pivi sottilinon la misurano punto, risposi io; più tostola levano via del tutto, e la rigettan da corpi,come cosa inutile; la qual opinione io segui-rei volentieri, se volessi seguirne alcuna. Que-sto è , disse il signor Marchese, levar via laquistione facendo nascerne unaltra; e ciò è,se sia pure necorpi, o non sia veruna forzaviva. Intorno a che se voi volete fuggir tuttele opinioni, mostra però che quella che aveteora esposta , vi abbia invaghito e quasi pre-so, avendo detto, che la seguireste volentieri.Io vi prego dirmi, perchè seguireste quellaopinione, benché non vogliate seguirla. Voivolete pure, risposi io allora, traimi in unamateria ove io entro sempre con dispiacere,avendone oramai udito disputar tante volte,che ne sono stanco; pure niente è che possa^uto dispiacermi, quanto il negarvi cosa che