5o DELLA FORZA. DE* CORPI
poiché, come veggo, la seguono essi pure,lo dunque mi sono assai volte meco stessomaravigliato, come riducendo essi tutti glie detti delta natura a certi movimenti e dispo-sizioni di particelle , non abbiano avvertitoche a qualunque effetto tre cose bastar deb-bono senza più-, e queste sono, prima le po-tenze che fanno il movimento, poi quelleche lo distruggono , e in terzo luogo f iner-zia , per la quale il corpo , quanto è inlui, si mantien sempre in quello stato o diquiete o di movimento in cui le potenze lohanno lasciato. Le quali tre cose essendo percomune consentimento di tutti i filosofi con-cedute a corpi, se bastar possono a qualun-que effetto , io non so per qual ragione vo-gliasi loro aggiungere quella non so qualforza che sopravviene al movimento , e chia-masi forza viva. E come le tre cose dettenon basterebbono ? Che altro si fa egli mainella natura , se non movere certe particel-le , e distribuirle e fermarle, così che tengantra loro certe distanze e certi intervalli ? ea tutto questo che altro ricercasi , se nonche alcuna potenza ecciti in loro il movimen-to , et alcun 1 altra lo estingua, e sappianoesse conservarsi poi da lor medesime inquello stato in cui furono poste ? Nel chepanni, che alcuni proponendo tal volta certieffetti, a misurar la forza che gli ha prodot-ti , si abusino degli errori volgari, e dimenti-catisi dei principj di quella stessa filosofiache professano, non pongati mente che ognieffetto, anche secondo loro , si riduce a un