Band 
Volume II.
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Ss Ì)ELLA FORZA DE* CORPI

debbono un tal movimento distruggere, fosserocosì pronte e di tal maniera disposte, chefermassero le particelle in quei siti medesimi.E come di questo, così, cred io , potrete diredi qualunque altro effetto , avendo sempre inmente che esso niente più sia che un movi-mento e una distribuzione di particelle, se-condo l 1 opinion di Cartesio non disapprovatadagli altri moderni. Ma come ? disse allora ilsignor Marchese ; cadendo una palla in mate-ria molle , vi si forma un cavo, il qual primanon era. E perchè non mi sarà egli lecito diprendere questo cavo come un effetto prodottodalla palla, e attribuire per ciò alla palla unaforza proporzionale alla grandezza di esso? Sevoi volete, risposi io allora, fingervi nell a-nimo effetti e forze ad arbitrio vostro, io nonyel contendo. Vedete pure se i Leìbniziani ,che amano la forza viva, vorranno conce-dervi simil licenza. Egli certo, rispose il si-gnor Marchese, me la coucedeva quel dottoingegnerò che io conobbi in Malega , il qualdisputava assai spesso della forza viva, e nonsapeva in nessun luogo astenersene. E mi ri-corda di averlo udito parlar molte volte diquel cavo di cui parliamo ora; et egli certoil prendeva come un effetto della palla; e so-leva anche dire di un sasso, il q ua l > gittatoall in su, sale per un certo spazio e non piùoltre; e chi negherà, diceva che tal sa-lita non sia un effetto di qualche forza al sassocomunicata, la qual per ciò debba misurarsida quello spazio , misurandosi certamente daquello spazio la salita 1 E avrebbe anche potuto

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