LIBRO I. 53
dire , risposi io allora, che il sasso gittato scorrePer un certo tempo, e non più 3 e prendendo loscorrere per quel tal tempo, e non più, comeun effetto, attribuire al sasso una forza che do-vesse misurarsi dal tempo. E per tal modoavrebbe immaginate nel sasso due forze moltotra loro diverse, l 1 una proporzionale allo spazioe l’altra al tempo. Nè io nego che possa ognunoprendere, come effetto, tutto che a lui piaccia,fingendosi nell’ animo una qualche forza che1 ’ abbia prodotto, la qual certo dovrà sempreessere proporzionale ad esso. E voi potete ,se vi aggrada, prendere come un effetto an-che la vacuità che la palla, cadendo nellamateria molle, vi ha lasciato, e però fingervinella palla una forza a quella vacuità propor-zionale. Ma come 1’ effetto che voi vi propo-nete nella vostra immaginazione , non è ve-ramente effetto nella natura ; così la forza chelo produce , non veramente nella natura, masarà solo nella vost. a immaginazione. Il chenon so se quel vostro ingegnere vi avesseconceduto. Vedete , quanti effetti potete maiimmaginarvi nella caduta di quella palla dicui parliamo ! perciocché ella induce un cavonella materia molle, et anche vi genera unasuperficie concava , e comprimendo la mate-ria stessa, la rende più densa; e sé voi pren-derete ognuna di queste cose come un effetto,vi bisognerà immaginar nella palla altrettanteforze, e tutte tra loro diverse ; perciocché laforza , con cui la palla produce il cavo,dovrà essere proporzionale alla grandezza del.Ca vo: e la forza, con cui produce la superficie,