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dovrà esser proporzionale alla superficie • equella , con cui produce la densità , dovràessere alla densità proporzionale ; e voi sa-pete quanto queste proporzioni e misuresieno lontane tra loro e diverse. Laonde as-sai chiaramente si vede, che prendendo l’ef-fetto ad arbitrio , e chiamandosi forza vivaquella forza che lo produce, potrà questa es-sere di qualsivoglia misura, nè sarà più dacercare qual proporzione determinata ella se-gua, potendo seguirle tutte. Il che certamentei Leibniziani non vi concederanno. Volendodunque stabilire la proporzione e la misuradella forza viva, non bisogna prender l’effettoad arbitrio del popolo, nè degli espcrimenta-tori , che poco dal popolo si allontanano ; mavedere qual sia 1’ effetto vero che veramenteproducesi nella natui’a , e misurarla da esso ■il quale, secondo l’opinione dei moderni tut-ti , si riduce sempre a movimento e disposi-zione di particelle. A molto poco , risposequivi il signor Marchese . riduconsi gli effettidella natura secondo voi. Pure anche in ciòsi conosce l’infinita sagacità di essa, che sap-pia con così poco formar tanti , e tanto va-ghi e maravigliosi aspetti che tutto ’1 dì ci sipresentano nell 1 universo. Ma giacché voi avetedetto che il carico, per così dire, e la pro-cnrazion d 1 ogni cosa è stata data a due po-tenze , l’una delle quali produce il movimento,e l’altra lo distrugge, io vorrei, prima dipassar più avanti, conoscere queste due pro-curatrici della natura , e saper quali sieno ccome operino j et egli si appartiene alla