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Volume II.
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54 della, forza decorpi

dovrà esser proporzionale alla superficie equella , con cui produce la densità , dovràessere alla densità proporzionale ; e voi sa-pete quanto queste proporzioni e misuresieno lontane tra loro e diverse. Laonde as-sai chiaramente si vede, che prendendo lef-fetto ad arbitrio , e chiamandosi forza vivaquella forza che lo produce, potrà questa es-sere di qualsivoglia misura, sarà più dacercare qual proporzione determinata ella se-gua, potendo seguirle tutte. Il che certamentei Leibniziani non vi concederanno. Volendodunque stabilire la proporzione e la misuradella forza viva, non bisogna prender leffettoad arbitrio del popolo, degli espcrimenta-tori , che poco dal popolo si allontanano ; mavedere qual sia 1 effetto vero che veramenteproducesi nella natuia , e misurarla da essoil quale, secondo lopinione dei moderni tut-ti , si riduce sempre a movimento e disposi-zione di particelle. A molto poco , risposequivi il signor Marchese . riduconsi gli effettidella natura secondo voi. Pure anche in ciòsi conosce linfinita sagacità di essa, che sap-pia con così poco formar tanti , e tanto va-ghi e maravigliosi aspetti che tutto1 ci sipresentano nell 1 universo. Ma giacché voi avetedetto che il carico, per così dire, e la pro-cnrazion d 1 ogni cosa è stata data a due po-tenze , luna delle quali produce il movimento,e laltra lo distrugge, io vorrei, prima dipassar più avanti, conoscere queste due pro-curatrici della natura , e saper quali sieno ccome operino j et egli si appartiene alla