56 DELI.A FORZA DE* CORPI
di tempo riduce il moto ad una grandezzamaravi gìiosa. Il che però non sarebbe vero , seil corpo non conservasse tutti i movimentiche di mano in mano ha ricevuti. Bisognadunque che anche dopo l’impulso resti e durinel corpo il movimento che esso ha prodot-to. E qui potete conoscere l’utilità dell’iner-zia. E potete anche comprendere che ognimovimento è proporzionale alla somma ditutti gl’impulsi che l’han prodotto, essendoche ogni impulso produce un movimento alui stesso proporzionale. Voi avete detto ; ri-pigliò quivi il signor Marchese, che la po-tenza col piccolissimo suo impulso producenel corpo un movimento piccolissimo, oveegli non sia impedito. Come potrebbe egli es-sere impedito ? e che ne avverrebbe, se fosse ?Potrebbe essere impedito, risposi io, per qual-che resistenza , cioè a dire per qualche po-tenza che lo distruggesse} così cirenei tempostesso che 1’ una potenza con l’impulso suodetermina il corpo a moversi, un’altra po-tenza lo determinasse con egual determina-zione a non moversi ; e allora il corpo rice-vendo continuamente gl’ impulsi di quella primapotenza, premerebbe continuamente, tenen-dosi sempre pronto a moversi, solo che lapotenza contraria si levasse : siccome noi ver-giamo in un sasso, il quale, essendo postosopra una tavola , è stimolato continuamentedalla sua gravità a moversi all’in gin, nè peròsi move, perchè l’immobilità e l’impenetra-bilità della tavola non gliel consentono. Nècessa per ciò la gravità di stimolarlo co’ suoi