Band 
Volume II.
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LIBRO I. 5

impulsi onde egli preme continuamente latavola, et è presto di cadere , sol che la ta-vola si levi via. Laonde si vede che l a g Ta _vita, quanto a se, così agisce nel sasso q tla .1 or sta fermo, come agirebbe se egli cadesse ,stimolandolo sempre con gli stessi impulsi 3se non che, stando egli fermo, ogni impulsodella gravità passa in istante, lascia dopose movimento alcuno 3 laddove cadendo, passabensì ogni impulso, ma lascia dopo di se quelmovimento che ha prodotto 3 il qual movi-mento , restandosi nel corpo, si unisce poicon gli altri che vanno per gli altri impulsisopravvenendo. E per ciò la pressione cheosserviamo nel sasso, qualor sta fermo, è sem-pre F effetto dun impulso solo 3 laddove ilmovimento che egli acquista cadendo, è lef-fetto di molti. E sappiate che sono stati moltifilosofi, a 1 quali è piaciuto, quando la potenzasi adopra solo nel premere senza produrremovimento niuno, chiamarla forza morta. Secosì è, disse subito il signor Marchese, pareaben conveniente chiamar forza viva la poten-za , qualor produce il movimento. Questohanno voluto fare i Cartesiani , risposi io al-lora ; e perciò non sono stati assai bene in-tesi dai Leibniziani, i quali si avevano giàusurpato il nome di forza viva, e datogli al-tra significazione. Ma lasciando questo da par*te, e tornando al proposito , io dico , esserecostume delle potenze, qualor producono ilmovimento, produrlo a poco a poco permezzo di varj piccolissimi impulsi. E così^immagino, disse il signor Marchese, che