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Volume II.
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58 deliba forza decorpi

anche le potenze che lo distruggono , lo di-struggano a poco a poco, mai estinguanoun movimento grandissimo tutto ad un tratto.Tauto più , risposi io, che tra le potenze chedistruggono il movimento vogliono numerarsiancor quelle che lo producono 5 e queste lodistruggono con quei medesimi impulsi concui lo produrrebbono , se non trovasser nelcorpo un movimento contrario cui debbondistruggere. Un sasso avendo ricevuto un mo-vimento che lo porta all in su , lo perde apoco a poco ; ciò gl interviene per altro,se non perchè gl impulsi continui che egliriceve dalla gravità, e che lo spingono all ingiù, vanno estinguendo prima una parte delmovimento che egli ha, e poi unaltra , fin-ché lhanno estinto tutto } e intanfo il sassosegue tuttavia di moversi all 1 in su con quellaparte di movimento che gli resta , e che li-nerzia gli va pur conservando fin che può ;perciocché linerzia accompagna il corpo pertutto, o vada egli acquistando il movimento,o perdendolo. Questa inerzia, disse allora ilsignor Marchese, che mostra aver tanta partenel movimento decorpi, a me par tuttavia(non so sio minganni) che abbia pur pocaazione ; imperocché niuno accidente di mo-vimento di quiete produce nel corpo, masolo gli lascia aver quello che le potenze vihanno prodotto. Anzi ninna azione, risposi, sele suole attribuire} e quindi è , che io non lhoposta tra le potenze. E sappiate che GioanniBernulli, uomo nelle matematiche scienze ,quant altri mai fosse, sottile e profondo, vuol