6 2 DELLA FORZA DE*CORPI
Marchese, che nel secondo corpo sono duegradi di velocità 3 ma si dice esservene unsolo, non pensandosi al numero delle partionde la massa è composta. Nè è necessariosempre il pensarvi, risposi io. Vedete , disse,il signor Marchese, quanto piccola cosa miavea conturbato. E vorrete voi lasciarmi en-trar solo, e senza accompagnarmi, nella con-siderazione di quegli effetti che la gravità el’elasticità producono ? i quali quanto do-vranno essere, di ciò che fino ad ora ab-biamo detto, più difficili! Voi, dissi , gli fatedifficili col temerli ; ma molto facili comincie-ranno ad esservi, se crederete che lo sieno.E così interviene di tutte le cose. Di fattiqual cosa più facile che intendere, per quantoappartiene al caso nostro, la gravità ? la qualeavrete compreso abbastanza, qualora inten-diate una potenza la qual risegga nel corpo ,e non cessi mai di stimolarlo con altri ed al-tri impulsi ; così veramente, che questi impulsisieno tutti tra loro eguali, e distanti semprel’uno dall’altro dello stesso intervallo di tem-po -, il qual intervallo voi potete finger velodi qualunque picciolezza a piacer vostro, an-che infinita, se vi aggrada. Intesa per talmodo la gravità, comprenderete leggermenteche tanto maggiore sarà il numero degl’im-pulsi , quanto il tempo sarà più lungo} e per-ciocché la velocità che il corpo acquista incadendo, è aneli’ essa tanto maggiore, quantomaggiore è il numero degl’impulsi che neltempo della caduta l’hanno prodotta, vedete su-bito la velocità dovere essere tanto maggiore .