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Volume II.
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64 DEIXA FORZA de CORPI

prima a sedere su 1 erba, indi il signorMarchese vicin di me. Et io presa la pennain mano, disegnai tosto sopra il foglio, cbeegli mi recò , una figura, la quale chiamaiprima , avvisando che alcun 1 altra dovesse ag-giungerlesi. Indi guardando tutti e due nellamedesima , io cominciai ( Figura I.). Fate ra-gione che il tempo in cui cade un corpo ,movendo dalla quiete e venendo giù libera-mente , sia la linea AB , la qual divisa nelleparti A/», bd , df etc., tutte tra loro eguali,e di quella maggior piccolezza che a voi pia-cerà , saranno queste i picciolissimi intervalli,ovvero tempetti, di cui tutto il tempo AB sicompone. Riceva ora il corpo sul principiodel tempo Ai b un impulso dalla gravità ; etessendo libero e spedito a moversi, ne ac-quisti una piccolissima velocità, e sia questaespressa per la linèa Ar. Egli è certo, cheritenendo il corpo e conservando per tutto iltempetto A b la velocità acquistata A/, se noifaremo il rettangolo br, potremo far ragioneche questo rettangolo br sia lo spazietto cheil corpo verrà scorrendo nel tempo A b ; cheben sapete, lo spazio che un corpo scorre ,essere la velocità moltiplicata per lo tempo.Così è, disse il signor Marchese, poiché es-sendo s lo spazio, il tempo t, la velocità sarà

che moltiplicata per t rende s. E perciò, ri-pigliai io, il rettangoletto br , che pur si famoltiplicando la velocità A r per lo tempetto A b ,esprimerà lo spazio scorso in esso tempetto A b.Vedete dunque, che come il corpo sarà