LIBBO I.
potrà egli piacere a noi che 1’ azione d’alcunapotenza, quantunque p&ja continua, altro perònon sia che molte azioni istantanee, disgiuntealtresì e separate tra loro ? e solamente sianella natura perfettamente continuo il tempoe lo spazio, i quali se non fosser continui,non potrebbono le altre cose essere interrot-te ? Avendo io fin qui detto, e soprastandoalquanto, voi dunque volete, disse il signorMarchese, che Fazione della gravità sia vera-mente interrotta per alcuni piccioli intervalli.Io non voglio già questo io , risposi allora :dico solamente che non ha alcuna ragione dicredei’la- più tosto continuata che interrotta5e dico , che se la crediamo interrotta, comel’ho presupposta io, potremo render ragionedelle leggi della gravità 3 se la crediamo con-tinuata , non potremo , perciocché dalla con-tinuazione non può raccogliersi nulla. Ma quelliche l’hanno per continuata, disse allora il si-gnor Marchese, come ammetteranno quelleleggi ? Le ammetteranno, risposi allora , in-dottivi dall’esperienza, non dalla ragione3 nèle potranno far valere se non in quelle po-tenze in cui l’esperienza le abbia manifesta-te. Ma voi avevate, se non m’inganno, altrecose da domandarmi. Niente da domandarvi,rispose il signor Marchese 3 ho bene alcunecose che desidero dirvi , le quali mi passa-van testé per l’animo, mentre voi mi spiega-vate le leggi della gravità 3 e benché io nonmi confidi di dover dirle con chiarezza e conordine, pur vi prego di ascoltarle. Per qua-lunque modo , risposi io, voi le diciate, non