Band 
Volume II.
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106
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I O6 DELLA. FORZA DECORPI

corpi? E che son eglino? perchè levatami lideadel corpo , a me niente rimane dellidea del-lelastro. Egli vi rimane , risposi allora, lideadella purissima e semplicissima elasticità, laqual non è corpo , benché risegga ne corpi ,siccome la gravità che risiede nel corpo , ilquale n è il soggetto ; e non e pero corpoessa, è una qualità. Qui la signora Principessasorridendo, voi sareste , disse , un valentemaestro di filosofia anche m Alcala. Perchè ,signora? risposi. Et ella, perchè quivi, disse,«ariano volentieri ricevute coleste vostre qua-lità , le quali qui tra noi male si soffriranno.Ma in quel paese, secondo che io odo dire,tutti seguono Aristotele . Io credo , risposi,che essi abbiano pur ragion di seguirlo , chenoi non abbiamo di disprezzarlo. Ma voi benvedete, che se io richiamo quelle qualità, nonio , ma la cosa istessa le richiama, e comeintendere altramente gli elastri di Bernulli ?Di che soglio sdegnarmi alcune volte co no-stri moderni , che avendo in tanto abbona-mento le dispute degli antichi, muovono benespesso questioni che a quelle necessariamenteci riconducono. Ma tornando al proposito ,voi dovete , signor Marchese, tener bene amente, che nominandosi, per esempio, 1ela-stro ABC, non altro si vuol intendere se nonuna elasticità , ovvero una potenza , la qualpremendo da una parte il muro XY, ( ben-ché questa pressione al nostro caso poco ap-partiene , come quella che nulla appartiene alglobo C ) da un altra parte si applica immedia-tamente al globo, e lo sospinge, inseguendolo