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Volume II.
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LIBRO I* 10^

e stimolandolo con altri ed altri impulsi sem-pre minori , come un elastro farebbe 3 e di-rei ( se la signora Principessa mel compor-tasse ) che egli è come una qualità inerenteal globo stesso. Intendo io tutto ciò benissi-mo , disse allora il signor Marchese 5 e cosìparrai che i quattro elastri, di cui si componela serie EN, altro non dovranno essere senon quattro potenze, che applicandosi imme-diatamente al globo Nj lo scuotono e Io per-seguono con impulsi sempre minori. E questepotenze, come anche quella che spinge ilglobo C , si voglion supporre tutte tra loroperfettamente eguali , come son suppostigli elastri. Di che si rende anche più manife-sto , che il primo impulso che riceve il globo N ;ricevendolo da quattro potenze, debba esserequattro volte maggiore di quello che riceve ilglobo C da una sola. Et io già ne sto quie-to , se pure il signor D. Niccola ì che mostradi voler dire alcuna cosa in contrario , nonmi conturbasse. Tolga Iddio , disse il signorD. Niccola , che io voglia mai conturbarvi ;voglio bene che voi vi guardiate dagli artificjdi quest 1 uomo , che col suo sillogizzare faràritornarvi il bianco in nero. Intanto se io op-porrò alcuna cosa contro cotesta leggiadraspiegazione , che egli ha proposta del modocon cui si apron le serie, non vorrei che eglidicesse che io il facessi più tosto per servirela signora Principessa, che per dire la verità ;perciocché io intendo egualmente far luno e1 altro. Così dicendo, ripigliai io , voi voleteMostrare di servirla meglio} ma vedete che