120 della forza de ? corpi
tutte le cose che a voi son comode , e vor-rete giudicar di loro non per quello che sonoa voi, ma per quello che sono in lor mede-sime; io non veggo già, come non debba piùpiacere e dirsi più bella un’ opera in cui ri-splenda grandissimo studio e moltissimo arti-fizio , che un’ altra in cui niente sia di ciò ,benché abbiano tutte e due lo stesso fine.Un danzatore va da un luogo ad un altro conmolti e varj giri e movimenti artificiosissimi;i quali se son graziosi, più piace, che se viandasse speditamente e senza arte ; perchènon piace 1’ andarvi, piace la maniera concui vi va. Ma acciocché non* dobbiate direche io mi serva dell’ eloquenza, la qual nonso come a voi paja che oggi sia nata inme, io lascio stare che le opere più semplicisieno ancor le più belle, e vi domando solo,se voi crediate che Dio nel produr le cose ,e trarle dal nulla, abbia dovuto sempre sce-glier le forme più belle, o possa anche tal-volta aver degnato le men belle, facendolepoi più belle col crearle. Io non ardirei, disseil signor D. Ser-ao, decidere una quistionetanto agitata e tanto oscura, e so che nonla deciderete così facilmente nè voi pure. Mase egli non può decidersi , risposi io ; cheDio , producendo le cose , abbia scelto sem-pre le forme più belle, come potremo noidecidere che egli abbia scelto le piu sempli-ci , per questa ragione, perchè le reputiam lepiù belle? Et essendo una quistione oscuris-sima, se le cose da Dio create sieno le piùbelle di quante crear se ne potessero, come