LIBRO I. i 2 3
infinita • bastava bene che egli sapesse unPoco il calcolo differenziale. Seguir poi quelleleggi in cui lia meno azione e men fatica che intutte 1’ altre , è un consiglio che avrebbe presonon solo ogni prudente, ma anche ogni pi-gro. Vedete dunque che il grandissimo filo-sofo d’ assai picciola cosa ha fatto un Dio .Disse allora la signora Principessa ridendo :voi torcete ogni cosa a senno vostro ; macerto la scelta di quelle poche leggi leva viala suspicione del caso ; perciocché il caso nonle avrebbe potuto scegliere tra infinite altre ;al che riehiedevasi una mente dotata di scienzae di consiglio. Sì, risposi io; ma questa menteavea bisogno di così poca scienza e di cosìpoco consiglio, che se io non sapessi altrodi lei, per questo solo non la farei un Dio;e più la stimo di aver potuto creare i corpie trarli dal nulla, et impor loro certe leggi,quali che esse sieno, onde dovesse uscirne ilvago e maraviglioso aspetto dell’universo, chedi aver conosciuto fra le tante leggi del mo-to , quali fossero le più semplici. Finché noi,disse allora il signor D. Serao, andremo die-tro agli argomenti deri metafisici, a voi nonmancheranno le sottigliezze. Intanto perù tuttele opere della natura che noi intendiamo, noile troviamo molto semplici; e da quelle cheintendiamo , possiamo fare argomento dell’ al-tre. Tutte le opere , risposi io , che inten-diamo , della natura, le troviamo semplici, per-chè noi non intendiamo se non le semplici ;alle più composte non possiamo aggiungere ; e .quelle istesse che chiamiamo semplici ; non lo