Band 
Volume II.
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I24 DELLA FORZA deCORPI

diremmo forse tali se le intendessimo perfet-tamente ; che scopriremmo anche in esseuninfinita varietà eli azioni, e di qualità e ,[imodi, che la picciolezza del nostro intenderenon ci permette di discoprire , essendo cosavana il credere che gli artificj della naturanon si estendali più delle nostre cognizio-ni. Vedete, disse il signor D. Serao, la va-rietà dei colori, che pareva essere compostissi-ma, come sè indotta a semplicità, riducendositutti quanti i colori a soli sette. E vedete ,dissi , la luce , che si tenea per semplicissi-ma , e poi sè trovata composta di sette spe-cie di raggi tra lor diversissime ; le quali spe-cie sarebbono anche più , se la debolezza deinostri sensi ci lasciasse maggiormente distin-guere tutte le differenze che sono in ciascunadi loro le quali differenze noi le chiamiamopiccole , non perchè piccole sieno , ma per-chè piccole pajono agli occhi nostri 5 e noinon ponendo lor mente, confondiamo insiememolte specie, e forse di infinite ne facciamouna sola. Voi non la finirete mai, disse quila signora Principessa. E il signor D. Serao ,vedete, disse, anche i corpi celesti, che pa-rean essere tanto varj tra loro e di più spe-cie , altri pianeti, altri comete, et ora si sontrovati essere pianeti tutti, dun medesimoordine, con le medesime leggi, e, per cosidire, d una stessa famiglia. E questa famiglia }risposi io , in quanta varietà si e posta , equanto si è sconvolta e turbata, da che lecomete vi si sono introdotte! Che già i pianetisi distingueva!! tra loro solamente donore,