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prodotto della potenza, lo conserva, e lo con-serva fmo a tanto che sia distrutto dalla po-tenza contraria. E questa, secondo lui , è laforza viva. Voi potevate dir subito, disse allorala signora Principessa, che la forza viva delPadre Riccati si è l’inerzia, senza fare così largogiro. Che volete ? risposi io allora 3 il PadrePiccati Po fa egli pure 5 e se io noi facevaancor io, il signor D. Niccola mi avrebbe ac-cusato. Per altro il Padre Riccati alla perfineviene aneli’ egli in questo , che la forza vivaaltro non sia che l’inerzia, inquanto conservail cangiamento prodotto da una potenza controun’altra potenza che lo va distruggendo5 cheè quanto dire : lascia che la potenza contra-ria lo distrugga a poco a poco , et essa in-tanto va conservando gli avanzi, finche alcunone resta. Ma crede egli, disse allora la signoraPrincipessa, che 1 ’ inerzia sia una vera forza,e che conservando quegli avanzi, agisca ve-ramente ne’corpi, come le altre forze fanno?No , risposi 3 anzi egli vuole il contrario ; ecome vedrete nel primo de’suoi Dialoghi, eglispiega l’inerzia eccellentemente , dicendo cheella non ha alcuna azion vera 3 e non aven-done alcuna , lascia star le cose così comesono, e perciò le si attribuisce il conservarle 3et è una virtù che si concepisce da noi ne’cor-pi , e forse non vi è. Se così è, disse la si-gnora Principessa, la forza viva del Padreficcati non sarà forse ne’ corpi , ma solo nellame nte sua 3 e quando fosse ne’ corpi, nona y r à molto da fare 3 perchè non avendo azionninna, e lasciando star le cose come sono ,