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Volume II.
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134 DELLA FORZA DE CORPI

perche voi non dobbiate con tanta ansietàcercar del come. Pur , disse il signor Mar-chese , non intendendo io il come , non puòpiacermi la cosa 5 et amerei meglio una sen-tenza che non mi lasciasse inquieto del come.Ma che direste voi , ripigli 0 allora il signorD. Niccola, se il Padre Riccati vi dimostrasse,la forza viva, che che ella siasi, essere ne-cessaria nella natura? Mi dispiacerebbe ; disseil signor Marchese , che fosse necessaria unacosa eh io non intendo ; pure , essendo ne-cessaria , la ammetterei. Or questo egli dimo-stra , disse il signor D. Niccola, nel settimode suoi Dialoghi , il qual contiene , per cosìdire, la somma di tutta quell 1 opera ; facendovedere con un suo sottilissimo argomento ,che se la potenza producesse nel corpo, nonuna forza viva proporzionale al quadrato dellavelocità, ma la velocità stessa , interverrebbe,talvolta nella natura che l 1 effetto non sarebbeproporzionale alla cagione. Largomento, dissequivi la signora Principessa, par che debbaesser degno di considerazione ; indi guardandoverso di me , a voi toccherà , disse , di scio-glierlo , se pur volete sostenere quella vostraopinione, che niente si faccia nella natura seinoli per via di potenze che producano 0 di-struggano la velocità. Così che , dissi, a metocca di fare ogni cosa. Allora la signoraPrincipessa sorridendo disse : il signor D. Nic-cola esporrà l 1 argomento , e voi lo scioglie-rete. Et io, se largomento , risposi, sarà evi-dente, non avrò nulla da sciogliere. Egli è benvero, che se non mi si mostrerà chiaramente