quale ebbe tanto accrescimento da Aristo,tele, che parve essere da lui nata; et oltrea c iò, posero molto studio nella fisica , e“tolto seppero, secondo quei tempi, delia na-turale istoria ; nè mancò loro la geometria“e l’aritmetica, e furono intendentissimi diMusica e di poesia, della quale Aristotile fugran maestro, e parvero eloquentissimi a Ci cerone . E veramente io credo che quegli an-tichi avessero un gran vantaggio sopra di noi;perchè essendo quasi ognuna di quelle scien-ze , che la filosofia abbraccia e contiene ,tanto più breve e più angusta a loro tempiche a i nostri, fu ad essi più comodo Fap-pararne .molte, che a noi non sarebbe stu-diarne una sola. Nè io mi sdegno già contraColoro i quali, rapiti da una parte sola dellafilosofia , si allontanano dalle altre ; vorreibene che apprezzassero ancor quelle da cuisi allontanano, e stimassero appartenere allafilosofia anche ciò che essi non sanno. Il chenon volendo essi fare, mi levano la speranzadi veder descritta mai da alcun di loro eformata quella bella immagine del filosofoperfettissimo che io tanto desidero. La qualechi pur volesse oggi vedere in qualche modoadombrata, non veggo qual altra via tenerpotesse, se non furiasi egli da se nell animo,riguardando molti e varj eccellenti filosofi ,e raccogliendo in uno le qualità e cognizionidi tutti; con che verrebbe in qualche modoformando quel perfettissimo che desideriamo:come si legge di Zeusi , che raccogliendo1 nsieme tutte le grazie di molte fanciulle
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Volume II.
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