VIBRO II, ^
grazia, e così fattamente le abbelliva, die nonparean quasi belle se non per lei sola. Il s i_gnor Marchese di Campo Hermoso, superandogià 1’ età sua, facea sperar di se stesso ogni«osa. Et io vi direi anche più , e maggiorilodi di quella onoratissima e nobilissima com-pagnia, se voi, signor Giambatista carissimo,vi foste stato presente, e l’aveste veduta congli occhi vostri; che così non temerei che vipotesser parere più grandi del vero , nè so-verchiamente esagerate. Sebbene , essendovivoi stato presente, troppo più avrei da dirne,dovendo dire anche di voi. Ma vegniamo ora-mai al proposito nostro , dal quale io temodi essermi per troppo lungo spazio allontana-to. Venuta F ora del vespro , et avendo lasignora Principessa fatto significare che ellaera disposta di uscire, io e il signor D. Fran cesco Serao fummo tosto alle sue stanze ,dove poco appresso vennero anche il signorMarchese di Campo Hermoso e il sig. D. Nic-cola di Martino; il quale avendo, come tuttigli altri fecero, salutata con molta riverenzala signora Principessa , cavò fuori un libro ,dicendo: Ecco, Signora, il libro che voi de-siderate, che io ho tratto dalla biblioteca delsignor Governatore, dove era con alcuni altridi matematica. Qual libro ? disse la signoraPrincipessa. Quello , rispose il signor D. Nic-cola , del Padre Riccati , che io stimo assai,benché al nostro signor Zanotti forse nonpiaccia. Perchè, diss’ io , non dovrebbe pia-cermi? che io lo stimo forse più ancora chev °i non fate; perchè voi lo stimate moltissimo,