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n el seno, lasciando addietro Napoli , e sco-prendo dall’altra parte l’immensa vastità delmare , che era bellissimo a vedere per l agran frequenza delle barche, le quali parteandavano a Baja e venivano per servigi dellaCorte che vi si aspettava il dì vegnente, eparte correvano a lor sollazzo, avendo soprabellissime compagnie d’ uomini e di donne ,che facevano di tanto in tanto risonar 1’ ariad’una grata armonia colle trombe e gli oboe.Il sole , che era assai alto , le percotevaco’lucidissimi suoi raggi, e le rendeva ancorpiù vaghe. Le quali cose mirando io più at-tentamente degli altri, come quello che mendegli altri era avvezzo di vederle, e’ mi par,dissi , che queste barche , e queste rive equesta ampiezza del mare sieno tanto belle ,che si faccia lor torto volendo rivolgere ilpensiero ad altro ; e , non so come, panniche le istesse Nereidi se ne offenderebbono.Credetemi però, disse allora la signora Prin-cipessa , che non si avranno a male se noiritorneremo col pensiero agli elastri, de’ qua-li, come avrete saziato la vista di questi altrioggetti, disponetevi pure di ragionare : io mifo mallevadrice per le Nereidi. Signora , ri-sposi, io ve ne ho detto questa mattina tuttoquello che io ne so. Sì, disse la signora Prin-cipessa; ma egli vi resta ancora di scioglieretutte le difficoltà che questi signori vi hannoproposte. Ma essi, risposi io allora, non hannofatto altro che proporle: niente hanno provato;di che io posso spedirmi da tutte brevissi-mamente sol col negarle; e così rispondendo,