l52 della forza de corpi
me ne viene anche un altro comodo, edè, che non accade eh’ io faccia la faticadi ricordarmele. Oh questa fatica la faremoben noi, disse allora la signora Principessa ;e se questi signori vorranno, come debbono,sostenere le proposizioni loro e provarle, nonso poi se vi spedirete con tanta brevità. Equi, tratto fuori il foglio in cui erano le fi-gure che avevamo la mattina descritte ( ilche similmente fecero tutti gli altri), parmi,disse , guardando alla figura seconda, che ilsignor U. Niccola abbia, in primo luogo, op-posto che le due serie EN, AG nel loro primoaprirsi dieno ai due globi N e G lo stessoimpulso e la stessa velocità. Non è egli cosi?Così è veramente, disse allora il signor D. Nic-cola , là dove egli voleva che V uno impulsofosse quadruplo dell’ altro, e producesse ve-locità quadrupla. Et ho anche aggiunto, nonpiacermi quella supposizione eh’ egli facea ;cioè che gl’impulsi della serie sieno istantanei,e disgiunti 1’ uno dall’ altro per certi picco-lissimi intervalli; levata la qual supposizione,come potrà egli sostenere che la velocità delglobo N giunto in r debba esser quadrupladella velocità del globo C giunto in m ? cheanzi io dimostrerò esser doppia. E ciò vuoldimostrarsi , ripigliai io , in maniera, che siintenda essere necessaria agli elastri la forzaviva dì Leibnizio. Chi non sa , disse quivi ilsignor D. Serao , tutti i nostri ragionamentiesser rivolti a questo ? E a questo pure èrivolta quell’altra difficoltà che io ho mosso,tratta da quella serie che propose Bernulli