LIBRO IL pi
ttù lascerei vincere dalla vostra} e così sa-rebbe tra noi finita ogni disputa. Sappiateperò che il Padre Riccati, die voi avete giàcominciato a stimar tanto , e piu ancora lostimerete come avrete letto il suo libro, mi-sura P azione delia gravità non dal tempo, madallo spazio j benché poi voglia che non la ve-locità si produca da quella azione, ma unacerta sua forza viva. Tanto è vero, che quan-tunque l 1 azione della gravità sia continua eteguale nel tempo, non per questo però si di-mostra che debba nè ella nè l’effetto suo mi-surarsi dal tempo stesso. Voi dunque, disseallora la signora Principessa, se alcuno vipregasse di dimostrargli che la velocità ne igravi debba essere proporzionale al tempo,non sapreste come farlo. Io il saprei sì, ri-sposi , se voi non aveste dato ordine a que-sti signori di contradirmi ; perchè io duciche la pressione della gravità si compone diinfinite pressioni istantanee, tutte tra loroeguali, e tutte tra loro disgiunte per inter-valli e tempetti eguali ; e spiegata così lagravità , si vedrebbe chiaro che tanto mag-giore debba essere P azion sua, e per con-seguente anche la velocità che per lei siproduce, quanto è maggiore il numero dellepressioni istantanee, cioè quanto è maggioreil numero degl’intervalli, che è lo stesso chedire, quanto è più lungo il tempo. Ma que-sti signori non vogliono nè le pressioni istan-tanee, nè gl’intervalli. Ed ecco il frutto del-P aver voi voluto che nn .contradicano j cheessi p er servirvi si hanno posto nell’ animo