Band 
Volume II.
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174
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1^4 DELLA FORZA DE* CORPI

volete farmi disubbidire alla signora Princi-pessa , traendomi così a poco a poco nel di-scorso della semplicità, della quale 1 analogiaè come una conseguenza. Io dunque, per noncommettere così grave colpa , dirò della ana-logia brevemente , senza toccare il principiodella semplicità , e sol quanto basta per ri-spondere all 1 argomento da voi proposto. Iodico dunque, che argomentando dallanalogia,si argomenta assai bene e con qualche pro-babilità , se conoscendo noi, due cose essersimili in moltissime proprietà, così che pajanodunistessa spezie, concludiamo dovere essersimili anche in una proprietà che sappiamoconvenire all 1 una, et è quistione se convengaanche allaltra; e così da molte proprietà ar-gomentiamo di una. Largomento però sa-rebbe assai debole, se da una volessimo ar-gomentar di molte. E per venire al proposito,io non so in verità , con quanta sicurezzaconchiuder si possa, che due potenze essendosimili in questa sola proprietà di esercitaramendue una pressione continua et eguale ,debban per ciò esser simili in tutte ; e perchèP una produce le velocità proporzionate aitempi, così debba far anche f altra. Senzache , dalla analogia può nascere probabilitàalcuna, non può mai nascere alcuna evidenza.Voi siete, disse allora il signor D. Serao,un logico troppo fastidioso; e certo che dallaanalogia non nascon mai dimostrazioni cosìevidenti, come quelle dei geometri sono; maben se ne cavano argomenti tanto probabili ,che di pochissimo cedono all 1 evidenza. E