I78 DELLA. FORZA DE’ CORPI
de’ quali cadesse per uno spazio quadruplodell’ altro ; nè accadea far violenza all’ immagi-nativa , stringendola a concepire elastri imma-teriali et incorporei, nè ricorrere a linee curve,nè metter mano a calcoli, ne a integrazioni.E poco vale il dire, che 1 effetto dee essereproporzionale alla causa 5 e pero essendo l’unaserie quadrupla dell’ altra , dover uscirne ef-fetto non doppio ma quadruplo, e questo es-sere la forza viva. Imperocché chi non sa,che qualor si dice, l’effetto dover esser pro-porzionale alla causa, non altro vuoisi inten-dere , se non che dee essere proporzionaleall’ azione ? che se due cause eserciterannoazioni eguali, dovranno uscirne eguali elì’eLti,come che le cause sieno diseguali. Ora quan-tunque la serie EN sia quadrupla della AC ,non dicono però i BernuUiani che premonoamendue egualmente ? Perchè dunque non do-vranno dalle eguali pressioni uscire eguali ve-locità ? se non che seguendo la serie EN apremere per doppio tempo , dovrà uscirnevelocità doppia. Ma dirà alcuno: le serie $ ol-tre il premere , che è veramente eguale inamendue, hanno anche un’altra azione che èquadrupla nella serie quadrupla. Et io rispon-do , e dimando, che necessità v’abbia di ag-giungere questa nuova azione alla pressione ;e che mal sarebbe se noi dicessimo, l e dueserie non far altro che premere ? Certo che ,essendo gli elastri, di cui parliamo, incorpo-rei e immateriali, non altra forma hanno chedi pure e semplici pressioni , in cui nientealtro può intendersi, se non l’atto istesso del