LIBRO ir.
Una forza dunque che in lui fosse proporzio-nale alla massa moltiplicata per lo quadratodella velocità, sarebbe 16, e però quadrupladell’ altra. Sarà dunque comodissimo il direche 1’ effetto prodotto nel globo L sia, nongià il movimento, ma quella forza che hodetto , dovendo appunto 1’ effetto esser qua-druplo. Ed ecco 1 ’ argomento famoso di Ber-nulli, che io vi ho esposto, così come hopotuto , senza calcolo , e , dirò così , in mialingua. Bernulli 1 ’ espose in maniera diversa ,spiegandosi col calcolo senza bisogno; ma l’al-gebra s'era fatta tanto famigliare a quel gran-d’ uomo , che era , per così dir, divenuta ilsuo linguaggio. Qui si tacque il signor D. Se-rao; e tacendomi io pure contra l’espettaziondi ognuno, la signora Principessa dopo al-quanto , a me volgendosi, disse : Che ditevoi 1 Io dico, risposi, che il signor D. Seraofece assai bene a dire che io era premunito;il che dicendo , abbastanza ha mostrato diconoscere quello che io potrei rispondere; nècredo che sia alcun di voi che noi conosca.Oh voi direte, ripigliò allora il signor D. Se-rao , che la serie degli elastri altro non fache premere i globi, e premendogli eccitarein loro il movimento; ogni altra azione chein essa si finga , esser vana et inutile. Certoche , dissi io allora, se la serie preme i glo-bi, e premendogli fa che si movano, comeveggiamo che mover si debbono , io non soche farmi di quell’ altra azione clic i Bernul-liani vi fingono; nè credo che ve la fingano,se non per farne uscire quella tal forza viva