perdessero , bisognerebbe dire che tali forze siestinguessero senza avere operato nulla : e ciòe, secondo lui, un grandissimo assurdo • per-ciocché le forze non vogliono esser nate almondo inutilmente, nè perire senza aver pro-dotto il loro effetto. Questa ragione non mipar già una cerimonia , disse allora la signoraPrincipessa. Et io, se voi, dissi, la esamine-rete bene , e considererete da qual principioella parta , la troverete così vana, che co-mincierà forse a parervi una cerimonia. Ellaparte, disse allora la signora Principessa, esi trae da quel principio, che una forza nonpossa estinguersi in natura e perire , se nonoperando e facendo il suo effetto. Ma parviegli, dissi io allora , che tal proposizione siada mettersi così senza dubio alcuno tra i prin-cipi ? Parvi egli che sia una proposizion tantochiara e tanto evidente, che dovesse per amord’essa rifiutarsi una risposta che io offeriva contanto affetto a’ Leibniziani, e che era lorocotanto utile ? Allora il sig. D. Ni ccola , voisiete, disse, troppo rigoroso ; perchè mettiamopure che non sia quella proposizione come unprincipio di Euclide , è però vera , nè vuolnegarsi 3 perciocché egli è pure secondo laconsuetudine della natura clic ninna forza siestingua e perisca mai, se non operando e fa-cendo alcun effetto ; la qual consuetudine iopotrei dimostrarvi con innumerabili esempli ,se si potesser qui ora scorrere tutte le partisì della fisica come de'.la meccanica. E voi.sapete che alle consuetudini della natura vuoisiaver riguardo. Sì veramente , risposi 3 e per
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