Band 
Volume II.
Seite
200
JPEG-Download
 

200 BELLA FORZA de CORTI

questo riguardo io non voglio già die i Leib-niziani dicano essere alcun corpo nel mondoin cui perisca la forza viva senza operar nulla 3io gli pregava solamente a voì$r dire che laforza viva potrebbe perire senza operar nulla,se fossero al mondo decorpi durissimi, i qualiperò non vi sono. Nel che niente si offendela consuetudine della natura, la qual vuol es-sere osservata ne corpi che sono , e non inquei che non sono. Siccome la consuetudineche hanno tutti i corpi , come son posti inlibertà, di cadere, niente si offenderebbe sup-ponendo un corpo non grave, il qual per ciònon cadesse 3 perciocché quella consuetudineè ne' corpi per questo appunto perchè songravi3 così quella consuetudine, che ogni forzasi estingua facendo alcun effetto, è forse nellanatura , perchè non sono nella natura corpidurissimi, i quali se vi fossero, quella consue-tudine non sarebbe. Voi dite benissimo, disseallora il signor D. Niccola, che le consuetu-dini della natura debbono osservarsi ne 1 corpiche sono , non in quei che non sono 3 purese voi volete supporre due corpi sommamenteduri, nellincontro dequali periscano le forzevive, bisogna bene che nella vostra supposi-zione sia qualche ragione perchè perir debba-no. Or qual sarà questa ragione ? perchè senon agiscono , pure potranno distruggersi1 una F altra 3 poiché questo sarebbe agire :anzi quand anche agissero, pur non potreb-bon distruggersi amendue, essendo tra loro di-seguali. Vedete dunque in cotesta supposizione,di cui vorreste che i Leibniziani si servissero,