Band 
Volume II.
Seite
202
JPEG-Download
 

202 11EET.A FORZA de CORPI

troppo cercata,«è vorranno consentirvi, avendopaura di tanta sottilità. Quasi che un argomen-to , risposi io , dovesse aversi per falso , per-chè è stato cercato. Ma io non veggo che gransottigliezza sia in questo. È egli forse cosìgran sottigliezza il dire che il soggetto dellaforza viva è il corpo, io quanto è mosso ì Oè gran sottigliezza il dire che mancando il sog-getto, non altro si ricci-chi perchè mancar debbala qualità ? E se queste due cose son vere, laconseguenza non viene ella da se, senza aspet-tar pure d esser cercata ì Sono alcuni peròcosì tardi, disse il signor D. Serao, che nonintenderanno questo stesso. Non però i Leib-niziani, risposi io, che sono filosofi acutissi-mi, se mai al mondo ne furono, e non hannoin tal laude chi gli superi. È vero , disse al-lora il signor D. Niccola j et io credo cheessi non vorranno valersi di quella vostra ri-sposta contra i Cartesiani piuttosto per un al-tra ragione ; la qual è, che incontrandosi duecorpi durissimi, e niente esercitandosi in quél-rincontro le forze vive , verrebbe con ciò adoffendersi una certa legge di natura, dellaquale, avendola trovata essi, sono oltremodogelosi. Voi volete dire, risposi io, quella leggeche chiamar possiamo di continuità, per cuivogliono che niun corpo trasferir si possa dauno stoto ad un altro se non a poco a po-co, e passando per tutti gli stati intermedii -intanto «he essendo in quiete possa acqui-star subito qualsisia velocità, avendo qual-sisia velocità possa ritornar subito alla quiete 7ina deliba aver prima ricevuti 1 u n dopo