MURO II. 2o3
1 altro tutti i gradi delle velocità intermedie •e così vogliono che intervenga in tutte quantele qualità. Così è, disse il signor D. Niccola;e per non offendere una tal legge si aster-ranno i Leibniziani di dire che nell’incontrodei corpi durissimi niente si eserciti la forzaviva. Yoi volete , risposi io allora sorridendo,tirarmi alla seconda di quelle due ragioni cheadduce il Padre Riccati, e che io ho dettopoco sopra parermi due cerimonie. Ma seho da dirvi la verità, questa ragione non l’hogran fatto esaminata ; non che io noni 1 abbiacreduta molto ingegnosa, ma mi è parata inu-tile e fuor di proposito • e così parendomi ,sono stato men diligente nel leggerla. Peròqui è meglio che la esponghiate voi, il qualpare che F abbiate letta e considerata meglio.Io F ho letta , disse il signor D. Niccola , econsiderata anche oggi col signor Marchesedi Campo Hermoso, essendo nella libreriadel signor Governatore. Ma non so già per-che ella abbia dovuto parervi fuor di propo-sito. Perchè, dissi, se noi ponghiamo che duecorpi durissimi , incontrandosi , subito si fer-mino , già abbiamo per questo stesso disprez-zata la legge della continuità, facendo eliodue corpi da quella velocità che hanno, pas-sino tosto alla quiete. Nè accade il cercar poi,se cessando,in quell’incontro di esercitarsi laforza viva,, venga di nuovo a disprezzarsi lalegge della continuità ; alla quale chi ha con-travvenuto la prima volta, non temerà di con-travvenir la seconda. Il perchè parrai che ilP. Riccati o sostenendo la continuità, negar