20q DETXA FORZA DE*CORPI
dovesse clie i coi’pi si fermino, o lasciandodie si fermino, non dovesse cercar più lacontinuità. E perciò mi parve quella sua ra-gione fuor di proposito. A me però piacereb-be , disse quivi la signora Principessa, di in-tenderla 5 perche io avviso che debba essereuna ragion molto forte. Come ? risposi io.Perchè , disse ella, panni che voi studiate dideclinarla, dicendo die è fuor di proposito jet io ho udito dire a molti savj uomini , es-ser uso degli oratori, ove incontrisi alcunaobiezione molto forte, mettere ogni studioper ^sfuggirla. Qui tutti risero- et io dissi:Giacché voi , signora , avendomi per orato-re, poco di me vi lidate, anche per questofie meglio clic la ragione del Padre Riccativi sia esposta dal nostro signor D. Niccola,il quale benché sia più eloquente di me , avoi però pare che abbia meno artificio 5 e que-sto forse è l 1 effetto d’ un artificio maggiore.Allora la signora Principessa tuttavia ridendo,disse: Come vi piace. E il signor D. Niccolasubito prese a dire : Io esporrò la ragione delPadre Riccati, e farollo per modo, che nonavrete a temer d’artificio 5 e se d’alcuna cosanon mi sovvenisse, potrà avvisarmene il si-gnor Marchese di Campo Hermoso , con cuioggi l’ho letta : senza che, io ho qui il librostesso. Egli dunque non è quistion d’altro, senon se di vedere, se incontrandosi i corpidurissimi, e niente esercitandosi in quell’in-contro le forze vive, sia ciò contrario allalegge della continuità, Il P. Riccati dice essercontrario, e lo dimostra molto ingegnosamente,