LIBRO II. 205
introducendo lina serie infinita di contusionisempre più piccole a questo modo. Sieno idue corpi, che con eguali quantità di mo-to , come or supponghiamo , si incontrano ,Pi'ima alquanto duri , e nell’ incontrarsi pro-ducano in loro una qualsisia contusione. Egliè certo che in quella contusione, qualun-que siasi , agisce e si esercita tutta la forzaviva che hanno. Sieno i corpi alquanto piuduri 5 sar'a la contusione minore, e non pertanto si eserciterà in essa tutta la forza viva 7e divenendo i corpi sempre più duri, diverràla contusione sempre minore , e tutta la forzaviva de 1 corpi nè più nè meno si eserciteràsempre in essa. Per questa supposizione, comeognun vede , noi avremo una serie di infinitecontusioni sempre più piccole corrispondentead una serie di infiniti corpi sempre più duri je la serie delle contusioni verrà finalmente aterminarsi nella contusimi nulla che si faràne’ corpi durissimi. Or dunque, se esercitan-dosi tutta la forza viva in ogni contusionedella serie, quando s’incontrano corpi più epiù duri, lasciasse poi di esercitarsi solo nel-Fultima, quando s’incontrano i corpi duris-simi , voi vedete che l’esercizio di essa , es-sendo stato sempre il medesimo in tutti glialtri termini della serie, mancherebbe ad untratto nell’ ultimo ; il che certo è contrario allalegge della continuità, alla quale non deecontravvenirsi. E se il Padre hiccati vi haperdonato il primo peccalo , lasciando chei due corpi durissimi, che voi supponete,uell’incontro loro tosto si formino, il che pure