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Volume II.
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206 DEI.LA F011ZA de CORPI

era contrario alla legge della continuità, nonsè egli obbligato perciò di perdonarvi il se-condo , et lia forse voluto darvi tempo di rav-vedervi da voi stesso. Avendo cosi detto ilsignor D. Niccola ; sorrise alquanto. Et io,non so , risposi ; che gran peccato sia con-travvenire in una qualche supposizione a co-testa legge della continuità , la quale non èforse nella natura; e quando anche vi fossesarebbe tuttavia lecito suppor dei corpi chela trasgredissero 3 come talora se ne suppon-gono alcuni che trasgrediscon le leggi dellagravità. Se sia nella natura la continuità; dissequivi il signor D. Niccola , e se, essendovi,possa tuttavia il filosofo nelle sue supposi-zioni non curarla, son due quistioni che po-tremo far poi. Ma prima è da vedere, se vengaa trasgredirsi la legge della continuità, qua-lunque volta nell 1 incontro de 1 corpi durissimimanchi F esercizio della forza viva ; percioc-ché di qui comincia la ragione del Padre Ilic-cati, alla quale se voi non verrete subito,parrà alla signora Principessa che voi met-tiate studio per declinarla. Ecco, risposi, cheio vi vengo subito, e dico, che se cotestaragione mi parve una volta, non avendolaben intesa, fuor di proposito, ora che voime Favete fatta intender meglio, mi p ar fal-sa. Come falsa? disse il signor D. Niccola.Non è egli dunque vero, che se nella seriedelle contusioni Fesercizio della forza viva sitrova essere in tutti gli altri termini, non puòper rispetto della continuità mancare tutto adun tratto nellultimo? Questo, risposi, è lo