LIBRO II. 2Q rj
stesso che dire: se la forza viva si esercitaper tutto ove si fa contusione, dovrà eser-c ‘itarsi anche dove non se ne fa. Che è ciò?disse il signor D. Niccolaj et io, non dite^i, ripigliai, che in tutti gli altri terminidella serie ha qualche contusione, fuor cheOelf ultimo , in cui non ne ha niuna ì e ar-gomentate che debba nell’ ultimo esercitarsila forza viva , perciocché si esercita in tuttigli altri? voi dunque argomentate che la forzaviva debba esercitarsi dove non è contusio-ne, perciocché si esercita dove ne è. A co-testo modo potreste anche argomentare, chese la penna si richiede a scrivere sette versi,e la stessa anche a scriverne sei, e la stessaa cinque, e così di mano in mano, dovrà lastessa richiedersi anche a non scriverne niu-no. Il quale argomento vedete, come i dialet-tici sieno per comportar velo ) che anzi argo-mentando dal contrario, direbbono : la pennasi richiede a scriver dei versi, dunque a nonscriverne non si richiederà ; e similmente : afare qualsisia contusione adoprasi la forza vi-va , dunque a non farne niuna non si ado-prerà. Qui il signor D. Niccola ridendo, que-sta istessa sottigliezza, disse, mi aveva oggiproposta il signor Marchese di Campo Her-moso, a cui subito ho risposto che mi pareasimile alle vostre. Allora io rivolto al signorMarchese, piacemi, dissi, che voi consentiatemeco, e siate amico della mia opinione. Iocominciava ad essere, disse il signor Mar-cbe.se • ma i an te cose mi ha poi dette il signorD- Pìccola, che me ne ha distolto. Ditelemi