^o8 della forza de’ corpi
di grazia, risposi. Le dirò, disse il signor Mar-chese , se- egli me ne dara licenza , e vorràcorreggermi dove io erri. Nè di licenza , disseil signor D. Niccola , avete voi bisogno, nèdi correzione - , pur l’una potete prendervi, secredete di averne bisogno ; nè P altra vi ne-gherò io , se mi parrà che 1 abbiate. Ben vidico che Stiate sopra di voi con quest’uomo.Di che avendo sorriso il signor Marchese,così incominciò: La legge della continuità nonrichiede già ella che nella serie delle contu-sioni, di cui si è detto, la forza viva debbaagire nell’ultima, che è la contusimi nulla;anzi permette che in questa niente agisca,ben vorrebbe, che dovendo l 1 azione dellaforza viva esser nulla nell’ultima contusione ,cominciasse a sminuirsi nelle contusioni ante-cedenti, nè arrivasse ad esser nulla se nonche a poco a poco ; il che ella non facendo,perciocché in tutte le antecedenti contusioniè sempre la medesima, perciò contravvienealla continuità. Voi volete dire, ripresi io al-lora, che secondo la legge della contimi! tàl’azione della forza viva non può nell’ultimacontusione esser nulla, se prima non si è apoco a poco sminuita. Così è, disse il si-gnor Marchese. Ma non si è sminuita, segui-tai io; dunque secondo la legge della conti-nuità non può 1’ azione della forza vivanell’ultima contusione esser nulla; e così ri-torna quell’ argomento fallacissimo : la forzaviva agisce dovunque si fa contusione, dun-que anche dove non se ne la. Anzi io dico,rispose quivi il signor Marchese, che se