* • ■" vU
J azione della forza viva divien nulla ne’ corpidurissimi. dove non è contusion niuna, bisognaelle negli altri men duri, ne 1 quali le contu-sioni si fanno sempre minori, si sia sminuitaa poco a poco 3 e questo è quello die richiedela legge della continuità. E che richiederà elladunque, risposi io, cotesta legge , se 1’ azionedella forza viva non s’è sminuita ? Io non mispiego forse abbastanza , disse il signor Mar-ciose. Ma la legge della continuità certamenterichiede che l’azione della forza viva o nonsia nulla nell’ ultima contusione , o se è nullanell’ultima, abbia cominciato a sminuirsi nelleantecedenti. Noi torniamo, risposi, a quellostesso 3 perchè se la legge della continuitàrichiede o l’una o l’altra delle due cose, man-cando l’una, richiederà 1’ altra ; e però man-cando lo sminuimento dell’azione nelle contu-sioni antecedenti, richiederà che l’azione nondebba esser nulla nell’ultima 3 e così vi ricon-durrà a quella stessa fallacia : la forza vivaagisce dove si fa contusione, dunque anchedove non si fa. Dunque, disse il signor Mar-chese , se io avrò una certa quantità o formacostante la qual tenga dietro a tutti gli altritermini di una qualche serie, accompagnan-dosi con ciascuno , io non potrò argomentarper questo che debba la stessa accompagnarsiancor con F ultimo. Voi sì potrete, risposi3e se F argomentar vostro non sarà evidente,sarà tuttavia molto probabile. Ma noi potrògià io, disse il signor Marchese, nel caso no-stro. Perchè? risposi. Et egli: Perchè avendonoi proposta una serie eli contusioni, voiZanotti F. M. Voi. II- \\