MERO XI.
infinitamente piccole; non per ciò richiede-rebbe che ella dovesse anche esercitarsi nellacontusione de’ corpi perfettamente duri , l afinale essendo veramente nulla , non entra,nè può entrare in quella serie. E chi volessesupporre tali corpi, e dicesse, niente eserci-tarsi nel loro incontro la forza viva, non of-fenderebbe in niun modo la legge della con-tinuità. Essendomi io qui taciuto, non menoche il signor Marchese di Campo Hermoso,manco male, disse il signor D. Serao, chequesto giovane ha studiata la dialettica inAlcalà ; nè men vi volea per tener dietro allevostre sottigliezze. Ma tante già ne avete det-te, che la signora Principessa ne sarà sazia,e vorrà Lene che voi veniate all’altra partedella vostra proposta. Queste sottigliezze ,disse la signora Principessa, mi sono piaciu-te , perchè potrebbono anche esser vere. Nèperò meno mi piacerà che si Tenga all’altraparte che voi dite. Qual è? dissi io allora...Voi diceste, rispose il signor I). Serao, chesupponendosi i corpi durissimi, e dicendosiche la forza viva niente si eserciterebbe nelloro incontro, ciò nulla offenderebbe la leggedella continuità• e di questo avete già favel-lato abbastanza, forse anche troppo. Aggiun-geste poi, che quand’anche quella supposizionefosse contraria alla legge della continuità,pur non sarebbe da rifiutarsi ; essendo le-cito , secondo voi, formar talvolta supposi-zioni contrarie alle leggi stesse della natura,le quali leggi stringono i corpi che sono,non quei che si Ungono. Aggiunsi ancora,