Band 
Volume II.
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216
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2 l6 DEI.T.A FORZA DeCORPI

dissi io quivi, che la legge stessa della con-tinuità io non so se sia veramente nella na-tura. Anche di questo dunque , disse il signorD. Serao, sarà bene dir poi. Ora piacerai, sepiace a cotesti signori, che ci mostriate comesia lecito ai filosofi formare una supposizioneche a qualche volta sia contraria alle leggidella natura perchè io metto pure tra leleggi della natura la continuità, e così ne sonogeloso, che non vorrei che la osservasserosolamente i corpi che sono, ma quelli ancorache si suppongono. Se voi, risposi, ne sietegeloso fino a questo segno, bisogna ben direche,voi siate oltre modo geloso. Perciocchéquante altre leggi ha nella natura che i filo-sofi trascurano nei corpi che piace lor disupporre , e non per tanto si hanno per buonele supposizioni loro ? Qual cosa più contrariaalle leggi della natura, che supporre una ver-ga, la cui gravità sia tutta raccolta in un solpunto ? pur si concede ai filosofi di supporlaper trovar le leggi dei pendoli. Quanti diquesti esempi potrei addurvi, per cui chiaroapparirebbe essere già tra i filosofi una li-cenza quasi comune di formar supposizioniche si oppongono alle leggi della natura,sono però meno utili, meno comode '. \ oiquesto , disse quivi la signora Principessa , miavete persuaso con lesempio dei pendoli ;pur non posso negarvi, che il suppor cosache si opponga a qualche legge della natura,a prima vista non mi spaventi, parendomi chenon possa nascerne se non disordine e con-fusione. 11 Padre Piccati, disse quivi il signor

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