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Memoria, parrai di averlo udito prendere inGioite maniere, benché due sono le più comuni.Primamente sogliono chiamarsi leggi certe con-suetudini più generali e più costanti che lanatura segue nel produn e et ordinar le cose ;le quali consuetudini sono bene spesso acci-dentali all" essenza de’ corpi, e molte voltearbitrarie alla natura istessa. Leggi ancora houdito chiamar talvolta certi principj che piut-tosto necessità dovrebbon dirsi che leggi ; come,che il tutto debba esser maggiore di qualsivo-glia delle sue parti 5 e clic due cose immede-simate con una terza debbano altresì essereimmedesimate tra loro ; et altre tali necessitàeterne et immutabili, che vengono sotto nomedi assiomi, nè posson dirsi propriamente con-suetudini introdotte dalla natura, essendo cosìantiche come la natura stessa. Or dunqueconsiderando io questi due varj sentimenti chesi danno al nome di legge, dico che io nonmi arrischierei già di formare una supposizioneche fosse contraria ad un assioma ; comeche sieno stati molli eccellentissimi metafisici,a 1 quali ha dato l’animo di farlo. E la ragionesi è, perchè se gli assiomi sono, come iocredo che sieno , legati tutti insieme e con-giunti, anzi immedesimati l’uno con l’altro,così che un solo e semplicissimo vero con-stituiscano} parmi, che se uno se ne levassevia , si leverebbono tutti, nè più resterebbealcun principio alla ragione, et io avrei tuttii timori del Padre Piccali. E certo che vanosarebbe l’argomentare, tolto via i principj; per-ciocché tolto via questi, è tolto l’ argomentare