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stesso. Ma non però tanto timor mi farebbeuna supposizione, per cui si levasse alcunadi quelle consuetudini che sopra abbiamodetto ; perciocché toltone una , potrebbonorimanerne molte altre che non dipendesserda quella, e sempre ci rimarrebbon gli as-siomi , i quali essendo strettissimamente con-giunti con la ragione, la seguirebbono fin nelcaos ; laonde non mancherebbe alla mente nèmateria nè modo di argomentare, e trovarequante verità ciascun volesse. E noi sappiamoche Cartesio , filosofo grandissimo, gittate viatutte le altre leggi della natura, ebbe ardi-mento di entrare col pensiero nel caos, nul-l’altro recando seco che gli assiomi e alcunepoche leggi del moto, e sperò di trarne lavera forma dell’universo. Consiglio in Veroardimentoso, e da non permettersi che a Car tesio . Ma io senza entrare nel caos, mi arri-schierei bene di supporre dei corpi i quali onon si attraesser l’un l’altro, o fosser gravinon a misura della materia loro, ma secondoaltra proporzione; che sebben' queste cosefosser contrarie alle consuetudini della natura,pur potrebbono rettamente considerarsi ; et iovorrei, se avessi tanto ingegno da saper farlo,compor sopra esse volumi intieri tutti pienidi conclusioni verissime, le quali potrebbonoanche essere utilissime ; perciocché moltevolte avendo veduto quello che avvenir debbaad un corpo il qual non osservi certa leggedella natura , più facilmente si passa a vederquello che debba avvenirgli, osservandola. Ilperchè io credo fermamente che non sieno