Band 
Volume II.
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222
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322 DELLA FORZA deCORPI

Sebbene, che giova fermarci in questa con-troversia , se prima non si dimostri la conti-nuità essere veramente una legge di natura?Voi dunque negate, disse allora il sig. D. Se-rao , che le cose , per instituto della naturaloro, traggano alla continuità. Io noi negogià, risposi 5 aspetto che.il mi dimostriate. voglio clie mi dimostriate che la conti-nuità sia un principio o un assioma 5 a mebasta sol tanto elle ini facciate vedere clieella sia una perpetua e generai consuetudine.Questo, disse il signor D. Serao, non è diffi-cile a dimostrarsi, se non quanto è difficileraccoglier qui tutti gli esempi che trar si pos-sono dalla meccanica e dalla fisica , ne" qualiapertamente si vede quanto sia la natura co-stante osservatrice della continuità. E per farvedere, disse quivi il sig. D. Niccola, quantola continuità regni in tutte le cose, potreb-bono anche trarsene innumerabili esempi dallageometria. Io credo, rispose il signor D. Se-rao , che la geometria sia stata la prima cheabbia scoperto la continuità alla meccanicaet alla fisica 5 le quali due scienze non senesarebbono forse mai avvedute , se la geome-tria non la mostrava loro. Ma questo signoreconcederà facilmente la continuità nelle coseche si considerano da voi altri geometri, ne-gandola in quelle che si considerano dai fisici.Et io allora, in quelle, dissi, in questela negherò ; aspetterò bene che mi si dimostri nel fune come nellaltre. Mentre questi ra-gionamenti tra noi erano, ci accorgemmo cheil naviglio avendo fatto suo giro, cominciava