Band 
Volume II.
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234 BELLA FORZA DE* CORPI

Vorrei bene che le cose evidenti fossero pi-gliate come evidenti , e le probabili comeprobabili. Il che se tutti facessero, non sa-rebbon tanti, quanti ne sonori quali rifiutanoun sistema, daltronde comodissimo, per que-sto solo, che egli si oppone ad un principioche essi amano, e che altro non è se nonprobabile; perciocché o il sistema par lorocomodo, e se è cosi, il principio dee cederee dargli luogo, cessando per allora desserprobabile ; o il sistema non è comodoadattato agli effetti, ed egli allora dee rifiu-tarsi per questo, non perchè si opponga aquel tale principio. E certo che, quanto a me,io non rifiuterei un sistema il qual mi spie-gasse comodissimamente tutti gli effetti, perquesto , che incorresse talvolta in qualchediscontinuità ; e più tosto che rigettare il si-stema per ritenere la continuità, rigetterei lacontinuità per ritenere il sistema. E quelliche fanno il contrario, parmi che abbianola continuità per più che probabile. Io nonso quello, disse qui il signor D. Serao, chetutti fanno. So bene che io ho udito moltiche sostenevano la continuità non altro checome cosa assai verisimile, e dicevano divalersene per non avere alcun altro princi-pio più certo ; e in ciò mostravano una mo-destia grandissima. Vedete, risposi, non fos-ser di quegli ( che moltissimi n ha ) i qualicominciano con gran modestia, e finisconocon gran baldanza. Perchè conoscendo la de-bolezza deprincipj loro, cominciano col pro-porli umilmente : egli si par verisimile : facile