236 DELLA FORZA de’CORPI
solo perchè alla continuità si oppongono,cpiale autorità mi opporreste voi ? Quella, ri-sposi, cleU’Accademia di Parigi , che pur gliaveva supposti, e non doveva aver avutotanta paura di contravvenire alla continuità.Ma noi, credo, non vogliam moverci nè perl’una autorità nè per V altra, come che sienoe l’una e l’altra gravissime. Sì, disse il si-gnor D. Serao ; ma Bemulli, volendo passarea quella sua conseguenza che egli s i aveaproposto, cioè che i Gorpi durissimi non pos-sali nè essere nè supporsi ; e volendo per-ciò incominciare dal principio della continui-tà , egli non lo assunse già così ad arbitrio,ma lo provò con alquante ragioni, che damolti si pigliano come evidenti, e che voiavrete ben lette. So, risposi, che già le lessi ;ma ora non le ho a memoria; ben parmi,quando le lessi, che, più che le ragioni, mimovesse l’autorità dell’ uomo * alla quale peròabbiamo detto di non volere ora attenerci.E se io non avessi molti esempi nella naturache mi rendono alquanto probabile la con-tinuità , le ragioni di Bernulli non me l’a-vrebhono fatta mai parer tale. Ma dir ciò ènulla, essendoci di quelle ragioni dimenticatie voi et io ; il che è anche argomento chenon ci dovesser parere di tanto peso. Quiridendo il signor D. Niccola, la vostra dimen-ticanza, disse, non vi servirà punto a sfuggirdi dirne il parer vostro; perchè io ho qui illibro del Padre Riccati, in cui sono le ragionistesse di Bernulli, tradotte nella nostra volgarlingua diligentemente, et io posso leggercele