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Volume II.
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MURO li. 33^

posi, che la dimenticanza non vi scusi ; oltrechéd luogo che le contiene, è assai breve, aleggerlo si richiederà troppo lungo tempo. Benesta, disse la signora Principessa ; et io avrò caroche noi chiudiamo il nostro presente ragiona-niento, considerando le ragioni di quel valentis-simo uomo; perchè se io,ben conosco queste riveche andiam radendo a sinistra, noi siamo giàSotto Baja; e poiché il vento sè fatto alquantogagliardetto, non andrà molto che noi saremoa Pozzuolo. Mentre la signora Principessacosì diceva, il signor D. Niccola trasse fuoriil libro, e rivolgendone qua e le carte,savvenne alla pagina 343, ove vide che ilPadre Riccati, parlando di Bernulli, diceaver lui fatto vedere chiarissimamente che uncorpo il qual sia duna perfetta durezza, in-volve manifesta contradizione. Oh! qui, dis-se , dovrebbon essere le ragioni onde Bernullidimostra la continuità. E guardando alla se-guente pagina, eccole disse, e cominciò aleggere. In effetto un somigliante principio didurezza non potrebbe esistere. Egli è unachimera che repugna alla legge generale, chela natura osserva costantemente in tutte le sueoperazioni. Io parlo di quelV ordine immutabilee perpetuo, stabilito dalla creazione dell u-niverso, che si può appellare legge di con-tinuità, in virtù della quale tutto ciò che s e-seguisce, si eseguisce per gradi infinitamentepiccioli. Fin qui, dissi io allora, interrompendo-lo , non altro si fa che propor la cosa con granRompa di parole; niente si prova, si dimo-ia* Abbiate pazienza, disse il sig. D. Niccola ;