LIBRO II. a 3g
un luogo ad uù altfo , dee passare altresì perli luogi interposti seguitamente, salvo se eglinon vi fosse portato per miracolo ; e puòdirsi che F un termine di quel corso si con-netta con F altro per la serie di quei luoghic lie la natura vi ha realmente frapposti. Eciò intendo io benissimo. Ma non so già per-chè debba necessariamente dirsi lo stesso ,qualunque volta un corpo passi da qualsisialorma o qualità ad un’altra: per esempio, dalrosso al verde, dalla luce all’ oscurità, dalmovimento più veloce al meno; tra le qualiforme e qualità noi concepiamo in vero de* gradi per passare dall’ una all’ altra col pen-siero più comodamente; ma questi gradi real-mente non vi sono, se già la natura non vegli fa a posta. Nè però, cred’io, ha bisognodi farli; perciocché se le leggi per essa sta-bilite richiedessero che un corpo rosso subi-tamente diventasse verde, quel rosso e quelver de si connetterebbono tra loro abbastanza
P er quella stessa legge che richiedesse primal’uno e poi subitamente l’altro, nè avrebbonobisogno d’altra connessione. E similmente sedue corpi durissimi, incontrandosi, subitamentesi fermassero, così chiedendo le leggi del mo-to, et io fossi domandato della cagione checonnettesse insieme quel movimento con quellas ubita quiete, non dubiterei di rispondere,tutta la connessione esser posta nelle leggidel moto che in quel caso vorrebbono chel a quiete succedesse subito al movimento. Etal connessione basterebbe loro senza i gradi^'apposti ; perciocché la natura congiunge