LIBRO II.
laonde chiuso il libro , che vi par, disse, ame rivolto, di questo secondo argomento?et io dissi : A me par che Bernulli abbia lanatura per molto ignorante, volendo che ella,qualor rimove dallo stato suo un qualchecorpo, non possa sapere in qual altro statodebba riporlo , se una serie di gradi infinita-mente piccoli non venga a mostrargliele. Nelche parmi, che egli non solamente vogliache la natura osservi la continuità nelle co-se , ma che non abbia, nè possa avere ve-rmi’ altra legge cui osservare ; perchè se al-cuna ne avesse, potrebbe questa insegnarleciò che la continuità non le insegnasse. Ecerto che se fossero al mondo due corpi du-rissimi , i quali venissero con movimenti egualiad incontrarsi, quand’anche la legge dellacontinuità non vi fosse, e per ciò nulla po-tesse prescriver loro, prescriverebbesi peròloro il fermarsi da un’ altra legge, che mipare molto più importante e molto più ne-cessaria ; ed è, che due movimenti debbanl’un 1’ altro distruggersi, ove sieno eguali econtrarj : e la natura seguendo una tal legge,non avrebbe, cred’io, da confondersi, nè daVergognarsi di non sapere quello che far sidovesse. Qui fattosi innanzi il signor D. Se-rao , veramente disse, io credeva che quegliSgomenti di Bernulli, essendo tanto famosi,e ricevuti da molti come dimostrazioni evi-dentissime, dovessero esser più forti. Pure sela legge della continuità è probabile, che nonpuò negarsi, si vuol seguirla. Et io, se si at-tendano , dissi, gli argomenti con cui BernulliCanotti F. M. FqI. IL 16