342 DELLA FORZA DE* CORPI
la dimostra, appena che mi paja probabile.Pure poiché è tale, non volendo io negareora che la natura il più- delle volte la osser-vi, si vuol seguirla, ma sempre con incer-tezza e con timore; né dir si dee che sienoassurdi e chimere, e inveivano contradizionmanifesta tutte le supposizioni le quali potes-sero in alcun caso contrariarla ; perchè troppocerta conseguenza si trarrebbe da troppo in-certo principio ; e se alcuna di queste sup-posizioni fosse comodissima ai filosofi, comequella è de’ corpi perfettamente duri, l a qualecosi speditamente ci mostra le leggi del mo-to, io non vorrei certo per rispetto dellacontinuità rigettarla; in tanto che la suppo-sizione stessa degli atomi di Epicuro , se nonfosse per altro assurda, com’ è, io non du-biterei di riceverla, quantunque nell’ urto didue atomi potesse indursi discontinuità; per-chè ben potrebbe la continuità essere unaconsuetudine che la natura osservasse ne’corpie negli aspetti sensibili delle cose, e non neiprincipi ultimi. Mentre queste ed altre cosetra noi si ragionavano, la nave era giuntaalle rive di Pozzuolo senza che niuno di noise ne avvedesse. Pure accortici che stavaferma e congiunta al lido, la signora Prin-cipessa , guardato intorno , assai, disse , si èper voi della ragione de’corpi durissimi edella continuità disputato. Quello che restaa por fine alla questione della forza viva, ri-metteremo ad altra ora ; e ciò detto, in pièlevatasi, mostrò di volere smontare del navi-ilo ; il che fecero similmente tutti gli altri. Et