Band 
Volume II.
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LIBRO III. j

antiche sieno uscite per grandissimi intervalliluna dopo laltra, eia poesia abbia precedutodi lungo spazio la dialettica, e leloquenzasia stata assai prima della musica ; sienocertamente nate ad un tempo e laritmeticae la geometria, e la notomia e la medicinae la chimica; larchitettura abbia forseaspettato la scoltura e la pittura per uscire almondo, ed altre arti sieno venute in altri seco-li: pur di tutte si laude senza distinzionealcuna agli antichi, come se questi fosserotutti dun tempo,e componessero, per cosìdire, una sola famiglia. E ciò avviene, credio,perchè essendosi quelle età per tanto spazioda noi allontanate, non ci accorgiamo delladistanza che hanno tra loro , e però di moltis-sime ne facciamo una sola. Ora se le coseprocederanno ne tempi avvenire come ne pas-sati sempre son procedute, verrà una volta,che confondendosi anche letà nostra con lepassate, entreremo noi pure in quella comuni-, e così saranno lodati gli antichi dei ritrova-menti nostri, come noi dei loro. La qual cosanon abbastanza intendono quelli che, traspor-tati dall amore della novità , insegnano ai po-steri di disprezzare gli antichi, non badandoche tra poco saremo antichi ancor noi; e chese quelli che dopo noi nasceranno, vorrannorivolgere tutto lo studio loro a ritrovare le cosenuove, trascureranno le nostre. Per questeed altre ragioni io direi certamente che fosseda svellere e levar via del tutto dallanimodegli studiosi la vaghezza della novità , veg-gendo in quanti errori spesse volte gl induca 3